Le parole dell’ospitalità

Chi si occupa di traduzione sa che individuare e utilizzare le parole giuste è fondamentale. Ecco allora un mini glossario ragionato su alcuni termini specifici del settore alberghiero.

 

Attrition / attrition clause > clausola di minimo garantito

Attrition clause è un termine ricorrente nei contratti alberghieri di meeting, eventi e incentive, o in generale relativi a soggiorni che prevedano un allotment (blocco) di camere che, previa negoziazione e firma del contratto, l’albergo blocca per il cliente e toglie dall’inventario per le date di riferimento.

Sono quindi camere o servizi che l’hotel non avrà più occasione di rivendere. Per questo in molti contratti del settore, oltre a una clausola di cancellazione (cancellation clause), si inserisce anche una attrition clause, cioè una clausola di minimo garantito.

Cancellation e attrition non sono la stessa cosa, perché fanno riferimento a due momenti distinti del rapporto contrattuale tra l’hotel e il cliente.

La clausola di cancellazione si applica infatti prima dell’evento/ meeting /soggiorno, nel caso in cui il cliente cancelli camere, sale meeting o altri servizi oltre le percentuali o i tempi previsti dal contratto. La clausola di minimo garantito si applica invece a evento o soggiorno terminato, nel caso in cui il cliente non abbia tenuto fede ai servizi confermati: camere o sale meeting non occupate, ma anche garanzie non soddisfatte rispetto a servizi F&B.

L’attrition clause mira dunque a proteggere l’integrità del contratto negoziato, attraverso il pagamento di penali in base ai termini contrattuali.

TRADURLO O NON TRADURLO? Essendo un termine molto specifico, utilizzato dagli addetti ai lavori, ci si domanda spesso se sia utile tradurlo in italiano. La risposta è sì, soprattutto per evitare qualsiasi sorta di malinteso in caso di versione italiana del contratto.

 

Last Room Availability (LRA) > clausola di Last Room Availability

Attraverso la clausola di Last Room Availability (LRA), gli hotel concordano di onorare la tariffa negoziata con una società per una particolare categoria di camere anche nel caso in cui quella camera fosse l’ultima disponibile per quella notte, a prescindere dal periodo in cui viene effettuata la richiesta.

Per i buyer è una clausola fondamentale, per esempio, nelle città a maggior traffico, in cui gli hotel registrano un’alta occupazione per molti notti della settimana.

Per ciò che riguarda invece il rapporto tra hotel e canali distribuitivi, per es. le cosiddette OTA (Online Travel Agencies – agenzie di viaggio online), la Last Room Availability (LRA) è la garanzia da parte del canale distributivo di avere aperta per la vendita l’ultima camera disponibile, se in vendita sul sito dell’hotel o su uno qualsiasi degli altri canali online.

TRADURLO O NON TRADURLO? Di norma non si traduce, utilizzando l’espressione inglese, spesso anche solo l’acronimo.

 

Gli allestimenti delle sale riunioni

Il segmento meeting rappresenta un’importante fonte di ricavi per molti alberghi. E anche quelli più piccoli hanno in genere una o due salette adibite a riunioni, per offrire una maggior scelta di servizi ai propri ospiti.

Qui di seguito, i principali tipi di allestimento, con la dicitura inglese e le traduzioni più in uso nel settore:

  • auditorium > anfiteatro / teatro / platea
  • banquet > banchetto
  • boardroom > tavolo unico
  • buffet / seated buffet > buffet / buffet seduto
  • gala dinner > cena di gala
  • hollow square > ferro di cavallo chiuso
  • cabaret > cabaret
  • classroom > scuola / banchi scuola / aula
  • imperial > tavolo unico / imperiale / tavolo imperiale
  • theatre > teatro / platea
  • U-shape > ferro di cavallo

TRADURLI O NON TRADURLI? Per la clientela italiana è opportuno tradurre questi termini, per favorirne la comprensione ed evitare spiacevoli fraintendimenti.

 

Average Daily Rate (ADR) >Tariffa media giornaliera o Ricavo Medio Camera (RMC) / ADR Index > Indice ADR

L’ADR è la tariffa media giornaliera delle camere di un hotel, che si ottiene dividendo i ricavi delle camere per il numero di camere vendute (escludendo le camere complimentary o quelle adibite a uso interno, per esempio come alloggio del direttore). Si ottiene così il prezzo medio di vendita giornaliero.

È un’unità statistica fondamentale per calcolare le prestazioni alberghiere, rispetto ai concorrenti e rispetto alle prestazioni dell’anno precedente dell’hotel stesso. Insieme ai dati dell’occupazione e del RevPAR fornisce un quadro complessivo delle prestazioni dell’hotel.

TRADURLO O NON TRADURLO? Nei testi rivolti a un pubblico B2B non si traduce, perché la forma inglese è ampiamente diffusa e utilizzata, a livello di sistemi informatici alberghieri e di comunicazione di settore. Per testi B2C è meglio utilizzare la forma inglese specificando o spiegando di cosa si tratta: per es. “l’ADR, o tariffa media giornaliera,…”.

Collegato all’ADR è l’indice ADR, in inglese ADR Index, detto anche ARI, cioè Average Rate Index. L’indice ADR misura le prestazioni relative all’ADR di un hotel rispetto a quelle di un gruppo aggregato di hotel, per es. l’insieme dei concorrenti, un tipo di mercato (per es. business, leisure) o sotto-mercato.

 

RevPAR, TRevPAR, ARPAR

Il RevPAR, acronimo di Revenue Per Available Room, cioè ricavi per camera disponibile, è un parametro che si utilizza per valutare la gestione dell’inventario e delle tariffe di un hotel rispetto all’ottimizzazione dei ricavi.

Mentre l’ADR, cioè la tariffa media giornaliera, si basa sulle camere vendute, il RevPAR si basa su tutte le camere disponibili, anche quelle non vendute.

Il RevPAR, insieme all’ADR e ai dati di occupazione, fornisce un quadro complessivo delle prestazioni dell’hotel: è considerato da molti l’indice principale su cui basare le strategie di revenue management ed è un indicatore del successo economico di un hotel. Ha però il limite di considerare solamente i ricavi delle camere e non i ricavi globali dell’hotel (F&B, meeting ecc.).

Per questo, secondo altri, per misurare le prestazioni economiche effettive di un hotel è meglio basarsi sul TRevPAR, cioè Total Revenue Per Available Room o ricavi totali per camera disponibile. Il TRevPAR si calcola dividendo i ricavi totali dell’hotel per il numero di camere disponibili. Ma anche questo parametro ha dei difetti: non tiene infatti conto né del tasso di occupazione né dei costi sostenuti dall’hotel.

Ecco quindi che nasce un nuovo parametro di misurazione del revenue management, l’ARPAR, Adjusted Revenue Per Available Room o ricavi rettificati per camera disponibile, che offre una visione più completa della redditività dell’hotel.

TRADURLI O NON TRADURLI? Nelle comunicazioni B2B non si traducono e si usano spesso solo gli acronimi, mentre se ci si rivolge a un pubblico più ampio o proveniente da altri settori, è preferibile, alla prima occorrenza del termine, spiegare per esteso l’acronimo inglese seguito dalla traduzione italiana.

 

Competitive set (comp set)Set competitivo / scenario competitivo

Il competitive set, spesso abbreviato semplicemente in comp set nel linguaggio di settore, indica un gruppo di hotel con località e caratteristiche simili a quelle dell’hotel di riferimento, attraverso il quale un albergo ha la possibilità di confrontare la propria performance con quella del gruppo.

Gli elementi in base ai quali scegliere gli hotel del proprio set competitivo sono fondamentalmente tre:

  •  la localizzazione, intesa come micro destinazione, per es. Portofino, e destinazione, per es. la riviera ligure di Levante;
  • la categoria dell’hotel;
  • le caratteristiche dell’hotel: per continuare col nostro esempio, hotel affacciato sul mare, con piscina ecc.

TRADURLO O NON TRADURLO?  Nella comunicazione B2B non si traduce, anzi in genere nel settore si usa la formula abbreviata comp set. Nella comunicazione B2C sarebbe invece opportuno usare la versione italiana, dunque set competitivo o scenario competitivo (espressione meno usata, ma legittima), oppure la versione inglese spiegandone il significato alla prima occorrenza.

 

L’autore del contributo
lauracattaneo.eu
Sono una consulente linguistica che si occupa di traduzione e revisione di marketing, creativa e legale. La mia esperienza mi consente di aiutare i clienti a promuovere società, marchi, servizi e prodotti sul mercato italiano ottenendo il massimo ritorno sull’investimento, in termini di immagine, brand engagement e ricavi. Contattami su LinkedIn e Twitter o visita il mio sito web lauracattaneo.eu