Cosa fai di professione? Macino parole. E pensieri

Appunti da un anno di traduzioni, revisioni e ripensamenti.

Io rimugino.

Con gli anni ho imparato a non agire d’impulso (beh, quasi sempre), che si tratti di fare un acquisto personale o di lavoro, o delle decisioni sulla mia attività imprenditoriale. Sulle scelte da fare per crescere, e non parlo necessariamente di ricavi, ma di soddisfazione.

Non sono una grande pianificatrice, e invidio chi inizia l’anno con già in testa tutto quello che vuole fare. Anche perché metterebbe un po’ a tacere l’ansia. E non lo sono anche perché ho appunto bisogno di rimuginare, di pensare, di leggere, di farmi un’opinione, di capire se quello di cui tutti parlano fa per me oppure no.

Ovviamente non è che mi alzi la mattina e decida lì per lì che fare del mio lavoro. Diciamo che dopo parecchi anni ‘in business’ molte cose, alcune strategie, le linee guida mentali di quello che vuoi fare e di come fare per raggiungerlo, sono chiare.

Ma per mia indole, dopo un po’ di tempo che ho raggiunto gli obiettivi prefissati, mi prende l’insoddisfazione. E anche un po’ di noia, forse.

Sento il bisogno di cambiare, di capire cosa mi può dare stimoli nuovi per continuare. Perché diciamocelo, il lavoro, pur bello che sia, rimane sempre lavoro, e alzarsi ogni mattina pensando di dover macinare parole su parole, sì, certo, è romanticamente bellissimo, ma è stancante, a volte frustrante.

Allora, nel corso di quest’anno mi sono fatta alcune domande. Partendo da un dato fondamentale: cercare di mantenere le stesse entrate degli ultimi anni.

Vi risparmio le domande, per passare subito alle risposte che mi sono data.

Prima di tutto eliminare i clienti che non pagano puntualmente. La professionalità deve esserci da entrambe le parti: io faccio il mio lavoro nei tempi e secondo la qualità promessa, tu mi paghi quando devi. Punto. Si evita di perdere tempo e soldi, e la salute ci guadagna. Seguendo le orme del minimalismo che sto cercando di applicare anche negli altri ambiti della mia vita, sfrondare è stata un po’ la parola d’ordine dell’anno: via i clienti che non pagano, via i contatti che non lo sono più da anni, via a tanti gruppi/newsletter/pagine che non seguivo più per mancanza di interesse o forse anche solo perché si cambia. E spazio a cose, facce, clienti, idee nuovi.

Poi accettare e andare alla ricerca dei lavori più convenienti per me in termini di prezzo / tempi di consegna / soddisfazione. Mi spiego meglio. Io lavoro su contenuti di marketing, pubblicitari e legali. Quei mappazzoni di marketing infarciti di termini tecnici, beh, sono il mio pane. I testi pubblicitari e promozionali per cui magari su una frase ci spendi mezza giornata, beh, mi piacciono da morire. Quei contratti e testi societari che paiono così noiosi, beh, per me invece sono davvero interessanti e integrano alla perfezione i contenuti di marketing su cui lavoro per aziende e brand. Sono settori e linguaggi che studio, conosco e pratico da anni e per questo li traduco e revisiono facilmente, e quindi velocemente. E che fatti per i clienti giusti, pagano bene.

Questo consente anche di accettare meno lavori e di farli meglio. Se hai il tempo di rileggerti il giorno dopo, come faresti per una revisione di un testo tradotto da altri, o di fare ricerche più approfondite, la qualità ne guadagna. Oggi i tempi sono sempre più stretti, ma si può anche dire no. O suggerire tempistiche alternative, perché altrettanto spesso la nostra nozione di urgenza non coincide con quella del cliente (tratto da fatti veramente accaduti: “L’avrei bisogno con urgenza.” “Mi spiace, ma potrei consegnare solo tra 5 lavorativi.” “Sì, sarebbe perfetto!”). Certo, poi succede di dover andare incontro al cliente, aiutarlo con una presentazione urgente, con un discorso dell’ultimo minuto: si fa, nel limite del possibile, perché anche risolvere problemi fa parte della natura del nostro lavoro. Ma non può diventare la norma. E ovviamente lo si fa con tutti i supplementi del caso, come farebbe qualsiasi professionista.

Infine, continuare a coltivare i contatti con i colleghi e altri professionisti. Perché le idee e gli stimoli nascono anche confrontandosi, imparando dalle esperienze altrui, leggendo una newsletter, o un semplice post su Facebook.

E voi, che domande vi siete fatti, ma soprattutto, che risposte vi siete dati quest’anno?

L’autore del contributo
lauracattaneo.eu
Sono una consulente linguistica che si occupa di traduzione e revisione di marketing, creativa e legale. La mia esperienza mi consente di aiutare i clienti a promuovere società, marchi, servizi e prodotti sul mercato italiano ottenendo il massimo ritorno sull’investimento, in termini di immagine, brand engagement e ricavi. Contattami su LinkedIn e Twitter o visita il mio sito web lauracattaneo.eu