Le pratiche della creatività

Qualche trucco per stimolarla e catturarla da chi ci lavora ogni giorno

Creativi si nasce? Beh, forse un po’ sì, ma bravi lo si diventa con tanto, tanto lavoro.

In questo senso, creatività non fa rima con estro, ma con studio, applicazione, impegno, concentrazione. Occorre provare, riprovare, testare. Fare brainstorming. E poi sfoltire, semplificare, far emergere solo le opzioni valide e affinarle ancora.

Come sa bene chi si occupa di copywriting o, come me, di traduzione creativa (nota anche come transcreation), il problema è farsele venire, le idee.

La creatività è movimento

Personalmente, con il tempo ho imparato che quando sono bloccata, la cosa migliore è staccare, fare altro. Anche solo per dieci minuti. Così facendo, la mente (la mia, per lo meno) lavora in background, un po’ come gli aggiornamenti delle app sul cellulare, e spesso l’idea giusta arriva, magari totalmente diversa da quelle già messe su carta.

Per esempio a me piace molto camminare: l’importante è avere con sé il cellulare o un pezzo di carta su cui fissare subito l’idea. Per questo trovo utili l’app Wunderlist, che uso, oltre che per elenchi di ogni genere, anche per appuntarmi idee veloci o link scoperti qui e là, comodissima perché si sincronizza all’istante su tutti i dispositivi, e l’app JustWrite, per registrare pensieri vocali più lunghi e inviarmeli sotto forma di testo sul computer. E se l’idea arriva alla sera, prima di dormire, allora via di memo vocali sullo smartphone.

Beh, non ho certo scoperto l’acqua calda, perché il nesso tra cammino e pensiero creativo è ben noto. Secondo una ricerca della Stanford University, camminare, sia all’aperto che al coperto, aiuta ad aumentare la creatività del 60%. Perché sembra che promuova la capacità di creare nuove associazioni e analogie.

Lo sapeva Steve Jobs, che spesso teneva le sue riunioni proprio in itinere. E la pensava così anche Henry David Thoreau: “Mi pare che nel momento in cui le mie gambe cominciano a muoversi, i miei pensieri cominciano a fluire.”

Ma come lavora chi si occupa tutti i giorni di testi ad alto contenuto creativo? L’ho chiesto ad alcuni colleghi.

 


Mauro Marinoni, Narratore d’Imprese (marinonicopy.it)

Se dovessi aspettare l’ispirazione, farei il poeta. Invece faccio il copywriter e content creator, quindi non c’è santo che tenga: bisogna produrre.

L’ispirazione viene a comando, con la concentrazione. Attacco il mio amato Schubert, mi metto al computer, et voilà, si produce.

Con un figlia di 9 anni che fa pattinaggio agonistico e ogni giorno si allena per un paio d’ore nei palazzi del ghiaccio in giro per Torino e provincia, ho imparato a lavorare ovunque. Quindi penna e taccuino quando ci sono da pensare progetti creativi come campagne e naming; iPad e iPhone quando le cose da scrivere sono post social e articoli di blog.

Una delle funzioni che amo di più e che mi semplifica la vita quando sono in giro è la dettatura: apro la app JustWrite, schiaccio il tasto del microfono, e inizio a parlare come se fossi un Cary Grant che detta alla segretaria segretamente innamorata di lui, e di cui lui si innamorerà alla fine del film, dopo aver lasciato l’ereditiera bella e glaciale con cui era incomprensibilmente fidanzato.

Poi mi spedisco via mail il testo che JustWrite ha diligentemente computato, e torno a casa pronto a scrivere altre cose.

Perché l’ispirazione non è dietro l’angolo, è nella tua testa.


La creatività è qualcosa di oscuro, una forma d’arte esoterica? Non nella vita. È la cosa più pratica che un uomo d’affari possa usare.
Bill Bernbach (pubblicitario)


Noelia Garasievich, traduttrice (noeliatranslations.se)

Per ricaricarmi e chiarirmi le idee, devo staccare dal lavoro e crearmi una mia “bolla”, per esempio leggendo e dimenticandomi dove sono, immedesimandomi completamente nella storia.

Quando sono più creativa? Quando non ne sono consapevole, in realtà. È una sensazione che non riesco bene a descrivere, ma è come se tutto fosse sincronizzato: passioni, competenze, interessi.

Quando invece mi sento bloccata, cerco di staccarmi dallo schermo ed estraniarmi, di sognare a occhi aperti, di ritrovare quella sensazione di infinito e libertà di quando eravamo bambini e tutto ci sembrava possibile.

Anche la meditazione mi aiuta molto a concretizzare, così come scarabocchiare o colorare mandala.

Spero che tutto questo non suoni troppo “new age”. Ma d’altra parte vengo da un paese sudamericano e il realismo magico fa parte di me. E mi aiuta anche a ritrovare la mia parte più creativa e spontanea, soprattutto vivendo in una società invece molto strutturata come quella svedese.


Martine Moretti, traduttrice (morettitranslations.com)

Il mio processo creativo avviene in tre situazioni: quando faccio mappe mentali e inseguo un’idea finché non trovo quella giusta; quando parlo con gente che mi ispira, spesso e volentieri chiacchierando del più e del meno; quando cambio aria e l’idea arriva come un’illuminazione mentre sto facendo tutt’altro.

Cosa faccio per stimolare la creatività? Sguaino carta e penna, disegno mappe mentali e seguo associazioni di idee. Ciò avviene soprattutto quando lavoro a transcreation, copy ecc. Per la traduzione, invece, metto per iscritto una soluzione possibile e un paio di alternative da rivedere prima della consegna.

Quando comincio a essere stanca, faccio una pausa corta. Per es. navigo in Internet a caso, saltellando di clic in clic (spesso le idee arrivano quando “sentono” che non te le stai filando). In questi casi, però, occhio al tempo, se no 7 ore dopo potremmo renderci conto che sappiamo tutto sui riti animisti dei Kanamari del Brasile ma dell’idea geniale nemmeno l’ombra. Includo nelle mie pause corte: doccia, caffè e brainstorming sulla destinazione del mio prossimo viaggio (o trasferta, concerto, spettacolo ecc.).

Quando non riesco più a fissare uno schermo o a riflettere a mente “fresca” ecco le mie soluzioni (in ordine di salubrità): faccio sport; vado a passeggiare; esco in giardino e mi rilasso; leggo; disegno (una delle mie passioni è il disegno a matita); ascolto musica o podcast; cucino (l’ipoglicemia galoppante incide negativamente sulla creatività); svuoto la carta di credito con l’aiuto del fedele Amazon. In altre parole, meglio se l’attività non ha nulla a che vedere con il lavoro!

E se sono fuori casa quando l’idea arriva, utilizzo un paio di applicazioni per smartphone: Quick Memo o la più nota e completa Evernote e Registratore vocale facile (compatibili con Android). Con le prime, prendo rapidamente nota delle idee e parole chiave, con l’ultima “me le racconto”.


Sono i dilettanti a cercare l’ispirazione. Tutti gli altri si rimboccano le maniche e si mettono al lavoro.
Chuck Close (pittore e fotografo)


Caroline Alberoni, traduttrice (alberoni.com.br)

Dal momento che mi occupo soprattutto di traduzioni a carattere tecnico, solitamente non ho bisogno di un’elevata percentuale di creatività. Ma quando mi occupo di transcreation e marketing, la situazione cambia.

Penso comunque che l’idea alla base della creatività sia la stessa che governa il processo di revisione, cioè avere una mente fresca.

In genere procedo così: eseguo una prima revisione della mia traduzione subito dopo averla terminata, comparandola al testo originale. Poi cerco di dimenticarmene e la riprendo in mano il giorno seguente, preferibilmente al mattino, e la rivedo nuovamente, questa volta solo nel testo di arrivo.

È sorprendente cosa può fare una mente fresca. Poiché mi è praticamente impossibile lasciare l’ufficio e fare una passeggiata, per esempio, questo è un procedimento che funziona per me: rivedere il testo dopo una buona notte di sonno.


 

Insomma, la formula vincente della creatività? Ognuno ha la propria, ma tutte includono un pizzico di talento e una montagna di lavoro, con pratiche furbe e funzionali per stimolarla quando serve.

E soprattutto quando serve al cliente.

 

L’autore del contributo
lauracattaneo.euSono una consulente linguistica che si occupa di traduzione e revisione di marketing, creativa e legale. La mia esperienza mi consente di aiutare i clienti a promuovere società, marche, servizi e prodotti sul mercato italiano ottenendo il massimo ritorno sull’investimento, in termini di immagine, brand engagement e ricavi. Contattami su LinkedIn e Twitter o visita il mio sito web lauracattaneo.eu