Ripensare il futuro con una comunicazione consapevole e olistica

Katharine Viner è la prima direttrice del Guardian, che in tre anni ha riportato il quotidiano britannico in attivo, sanando un debito di 57 milioni di sterline.

Oltre ad accorgimenti tecnici, come ripensare il formato del quotidiano cartaceo per renderne più conveniente la produzione, il Guardian ha visto crescere in modo esponenziale le donazioni e gli abbonamenti dei lettori online anche grazie a un impegno non scontato nei confronti della comunicazione e del linguaggio.

In prima linea ad esempio nella questione del clima, ha deciso di impegnarsi a modificarne la comunicazione e la terminologia. Qui c’è un breve glossario di alcune delle modifiche introdotte dal Guardian nel suo manuale stilistico. Così, si dovrebbe parlare di crisi o emergenza climatica, e non di cambiamento climatico, per riflettere tutta la gravità della situazione. Mentre qui si suggerisce che forse una terminologia di guerra, che non fa che esacerbare le divisioni all’interno del dibattito, non è il modo migliore di parlare di clima.

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In un’intervista a Sette, settimanale del Corriere della Sera, Katharine Viner si esprime così a proposito di comunicazione:

“Leggendo La speranza nel buio di Rebecca Solnit, mi ha colpito un passaggio, quando dice che la vera speranza richiede lucidità e immaginazione. Ho pensato: due parole adatte a un quotidiano come il Guardian.

Lucidità: cioè dare alla gente i fatti e le informazioni di cui hanno bisogno.

E immaginazione, perché i fatti non bastano più: servono idee per pensare il mondo in modo diverso.

Molti dei successi politici dell’estrema destra sono costruiti sull’idea che le persone sono impotenti e hanno bisogno di un uomo forte come leader.

Noi diciamo che le persone non sono impotenti, hanno bisogno di speranza per cambiare il mondo. La speranza non è ingenuo ottimismo, è l’idea che le nostre azioni hanno delle conseguenze.”

E anche le parole ne hanno. Ecco perché l’attenzione al linguaggio e alla comunicazione è fondamentale.

Perché così come il virtuale è reale, le parole sono fatti. Linguaggio, comunicazione, pensiero, immaginazione si influenzano reciprocamente, declinandosi in azioni nel mondo reale.

Come sottolinea questo interessante articolo, una comunicazione strategica e olistica affina gli obiettivi strategici o aiuta a riformularli, si innalza sopra il rumore della concorrenza, diffonde con efficacia insight, promuove il dibattito interno ed esterno.

Le scelte in materia di comunicazione, linguaggio, terminologia esprimono la nostra visione del mondo. E la nostra speranza per il suo futuro.

 

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